DONA ORA

FUNIMA International

Buona lettura!

"

La resistenza della scuola Shumous Al-Mustaqbal a Gaza

26 Mar 2026

La scuola dovrebbe essere un rifugio, una seconda casa. Ma cosa succede quando la tua prima casa è una tenda e la tua scuola originaria è stata ridotta in macerie?

Nel nord della Striscia di Gaza, in una zona di confine devastata da due anni di conflitto, 200 bambini tra i 5 e i 10 anni hanno ricominciato a studiare. Lo fanno nella scuola Shumous Al-Mustaqbal (“Soli del Futuro”), un istituto che letteralmente sopravvive grazie alla forza di volontà della sua direttrice e di nove coraggiosi insegnanti.

Attraverso le telecamere di Funima, la direttrice ci ha raccontato una realtà che i numeri faticano a descrivere appieno:

  • Infrastrutture al collasso: La scuola accoglie tra i 200 e i 250 studenti, ma dispone di un solo bagno funzionante per tutti.
  • Carenza di beni primari: Mancano l’acqua (per l’assenza di cisterne), i prodotti per la pulizia, la cancelleria e gli zaini.
  • Il dramma delle famiglie: Interi nuclei familiari sono stati sterminati, diversi bambini hanno perso uno o entrambi i genitori. Senza fonti di reddito, la scuola ha azzerato le rette per garantire a tutti il diritto allo studio.

Oltre la didattica, l’umanità 

Prima della guerra, la scuola si trovava a pochi passi da qui. “Questo spiazzo polveroso era il nostro cortile principale dove i bambini giocavano,” ricorda la direttrice. L’edificio originale, che ospitava sette aule, è stato completamente distrutto. Oggi, il compito dei nove insegnanti non è solo insegnare a leggere o scrivere, ma ricostruire l’animo dei bambini. “Svolgiamo prima di tutto un ruolo educativo e poi didattico,” ci ha spiegato. “Insegniamo la disciplina, i valori della nostra religione e quelli legati alla vita terrena.”

I sogni che non si fermano 

Nonostante la distruzione e le gravi condizioni umanitarie, le voci che riecheggiano in quel cortile sono piene di un’energia disarmante. Le bambine intervistate non chiedono giochi, ma penne e quaderni. “Quando imparo mi sento forte,” ci ha confidato una di loro. I loro sogni sono una risposta diretta alla tragedia che le circonda: c’è chi vuole fare la maestra per insegnare a sua volta e chi vuole diventare dottoressa per “curare le persone”.

Oggi, la direttrice ha lanciato un appello diretto alla nostra organizzazione per ricevere aiuti concreti: zaini, cancelleria e materiali igienici. Noi di Funima abbiamo risposto alla chiamata, ma per trasformare questo appello in realtà abbiamo bisogno del supporto di tutti.

 

 

Aiutaci a sostenere il futuro di questi bambini. 

Dona ora per inviare materiale scolastico e beni di prima necessità: