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Eco Caminhos: dove si impara a vivere con la terra

21 Ago 2025

A cura di Gaetano Pedullà e Adriana Campos

Terzo giorno di viaggio

La Foresta Atlantica, con la sua straordinaria biodiversità, circonda l’azienda agricola Eco Caminhos, tappa del nostro terzo giorno di viaggio in Brasile con Funima.
Per raggiungerla abbiamo percorso una lunga strada sterrata che si snoda tra le montagne, fino a una vallata situata a circa 1000 metri di altitudine, nella zona di Cardinot. Il paesaggio è segnato da imponenti rocce e da ampie aree di pascolo, che nel tempo hanno sostituito gran parte della vegetazione originaria, insieme alle piantagioni di eucalipto destinate al disboscamento industriale.

Lungo il tragitto la strada costeggia lo Chapéu da Bruxa (“Cappello della Strega”), una delle montagne più iconiche della regione, nei pressi della città di Nova Friburgo, nello Stato di Rio de Janeiro. Dalla sua cima si gode una vista mozzafiato che si estende fino alla città.
Superata questa zona, il paesaggio si apre sulla valle del Cardinot, circondata da catene montuose. In cima a uno dei pendii che la dominano si trova Eco Caminhos, perfettamente integrata nell’ambiente naturale.

Abbiamo trascorso una giornata intera e una notte presso la fattoria con l’obiettivo di conoscere da vicino questa realtà: le sue attività, il suo impegno sociale, la coltivazione di caffè biologico e le possibili aree di collaborazione in progetti di interesse comune.
È stata un’esperienza intensa e stimolante, arricchita dalla condivisione di concetti teorici legati alla permacultura, all’agroforestazione, al volontariato sociale, oltre che da ottimo cibo sano e da squisite torte di mais.
Il nostro anfitrione, Bart, ci ha guidato in una visita approfondita della fattoria, includendo anche l’area che ospiterà Ecolibrium, un progetto in espansione collegato a Eco Caminhos. Abbiamo camminato all’interno del sistema agroforestale già attivo, ascoltato spiegazioni, posto domande e osservato sul campo quanto introdotto nella breve lezione del mattino.

Il pranzo è stato il momento clou della visita, poiché i pasti sono momenti in cui tutte le persone che si trovano nella fattoria si riuniscono e condividono: Bart, famiglia, lavoratori a contratto, volontari a lungo e breve termine. La diversità degli accenti è grande quasi quanto la biodiversità del luogo.

Bart Bijen, imprenditore olandese, ha acquistato questa terra nel 2015, quando era ancora in gran parte adibita a pascolo, e si è trasferito con la sua famiglia con il sogno di trasformare questo luogo in un punto di riferimento per la sostenibilità. Poco alla volta, sono state costruite le cinque abitazioni che oggi compongono l’insediamento.

Eco Caminhos adotta tecniche di biocostruzione che utilizzano materiali naturali come terra, bambù e legno, insieme a metodi come il Cob, il Pau a pique e il bacino di evapotraspirazione per il trattamento delle acque nere. L’approccio mira a integrare saperi tradizionali con soluzioni moderne, garantendo qualità costruttiva, comfort abitativo e climatizzazione passiva. Tutte le costruzioni sono realizzate in modo collaborativo, favorendo l’apprendimento pratico e l’inclusione sociale.
Hanno recuperato le aree di pascolo, piantando circa 1200 specie diverse di alberi. Hanno inoltre implementato un sistema di coltivazione chiamato agro-foresta, che occupa un ettaro della fattoria e ospita una piantagione di 4000 piante di caffè, coltivate insieme ad altre specie vegetali.

La agro-foresta o Agricoltura Sintropica rappresenta un sistema di produzione agricola che imita ciò che fa la natura: il suolo è sempre coperto, molte piante crescono insieme aiutandosi a vicenda, senza parassiti e senza bisogno di veleni. In altre parole, la coltivazione agricola avviene insieme alla rigenerazione degli ecosistemi. Alberi di varie dimensioni, nativi o meno, come eucalipti, palme e alberi da frutto come banani o caffè, coesistono con colture commestibili come igname, manioca, lattuga, cavolo e molte altre, piantate in filari secondo un sistema pensato per l’autosufficienza. Si producono legname per le costruzioni, cibo e prodotti da vendere come fonte di reddito. Questo metodo è stato sviluppato da Ernst Götsch, agricoltore e ricercatore svizzero, che nel 1982 si è trasferito a Piraí do Norte, nella regione del cacao in Bahia. Lì ha applicato il suo metodo agricolo e ha seminato questa meraviglia, oggi riprodotta in molte parti del Brasile.

La Permacultura, invece, rappresenta un concetto più ampio, che non si limita a una tecnica agricola specifica, ma rappresenta una vera e propria filosofia e uno stile di vita. Mira all’armonia tra l’essere umano e la natura, basandosi su tre principi etici fondamentali: prendersi cura della terra, prendersi cura delle persone e condividere gli eccessi, promuovendo la giustizia sociale e la sostenibilità. La permacultura prevede una pianificazione attenta di tutti gli elementi di un sistema agricolo: dalla disposizione delle colture alla gestione dell’acqua, dall’allevamento degli animali alla costruzione delle strutture, cercando sempre l’integrazione e l’interdipendenza tra tutti gli elementi. Per realizzare questo equilibrio, si avvale di diverse tecniche come l’agro-foresta, l’agricoltura biologica, il compostaggio, la raccolta dell’acqua piovana, la bioedilizia e altre pratiche orientate alla sostenibilità e alla rigenerazione dell’ambiente.

La pianta del Caffè, selezionata ancora giovane, è stata piantata nella fazenda in diverse varietà di caffè arabica: Catuaí Rosso, Catuaí Giallo e Araras. Questo progetto rappresenta una sfida e una promessa per il futuro. L’obiettivo è anche quello di coinvolgere i coltivatori locali in un progetto di transizione dall’agricoltura convenzionale, che fa uso di pesticidi, sistemi di irrigazione intensiva e causa erosione del suolo, a metodi di coltivazione organici e agroforestali, più sostenibili e rispettosi dell’ambiente.

Un’altra attività che ci ha colpiti particolarmente, per la sua forte affinità con i nostri valori, è quella legata all’educazione dei giovani e delle comunità, insieme alla promozione del volontariato giovanile. La fazenda ha già accolto 30 giovani in situazioni di vulnerabilità, offrendo loro opportunità di crescita e formazione; quattro di loro sono stati poi assunti stabilmente.
In totale, circa 1.500 volontari, sia brasiliani che internazionali — molti dei quali giovani — hanno partecipato ai progetti di Eco Caminhos, svolgendo attività pratiche e formative in ambiti come l’agroforesta, la bioedilizia e la permacultura.

La visita ha suscitato un forte desiderio di proseguire e approfondire questa conoscenza reciproca legata ai progetti socio-ambientali, accomunati da una genuina preoccupazione per il futuro dell’umanità e del pianeta. Occorre rimboccarsi le maniche e contribuire, concretamente, affinché i cambiamenti, che desideriamo vedere nel mondo, possano davvero realizzarsi.

Attualmente Funima International ETS sta valutando una collaborazione con Eco Caminhos, soprattutto per quanto riguarda l’educazione dei giovani.

 

 

Conclusione

Questo viaggio conoscitivo effettuato nei territori di Costa Verde e Nova Friburgo, all’interno dello Stato di Rio de Janeiro, in Brasile, aiuta noi e il lettore a comprendere cosa significa condurre uno studio di fattibilità per decidere se sostenere una realtà oppure no. Noi occidentali, forti del nostro indubbio sviluppo tecnico-industriale, ci sentiamo istintivamente superiori ed abbiamo la presunzione di conoscere la verità, anche quando non è affatto così, e finiamo per imporre agli altri quello che noi riteniamo un valido aiuto, incapaci di svolgere una lucida analisi della realtà da sostenere. In altre parole ci comportiamo allo stesso modo dei colonizzatori delle Americhe e non solo.

Per contro, occorre imparare ad accogliere quello che è e ciò che fa una comunità, un individuo, senza farsi idee; con umiltà occorre essere disposti a pazientare, imparando dagli altri e, semmai, solo dopo valutare un qualsiasi intervento. Funima International, in piena sintonia con quest’ultima visione, si riserba di valutare attentamente eventuali sostegni e cooperazioni; indubitabilmente questa esperienza in Brasile ci ha restituito molta soddisfazione, anzi, un vero e proprio entusiasmo, nella speranza di potere allargare concretamente il bacino di operatività della Ets anche al Brasile.