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FUNIMA International

Buona lettura!

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Un grande dono. Di Federica Favarelli

15 Lug 2024

7 e 8 marzo 2024. L’esperienza per me è iniziata in questi due giorni a oltre 3000 metri, viaggiando nella provincia di Salta, da Cachi a Cafayate, lungo la ruta del vino (Valles Calchaquíes), una zona rinomata per la produzione di ottimi vini. FUNIMA, da un anno, ha avviato una collaborazione con delle cooperative locali che producono e vendono vino nella provincia di Salta, con il nome di Migrantes.

E si parte…

La completa immersione nella natura più incontaminata e variegata mi ha fatto percepire e respirare l’aria in modo diverso, meglio di quanto mi aspettassi. A quella altitudine, avrebbe dovuto essere più rarefatta, ma per me era più leggera e pulita. I colori erano più vividi, la brezza fresca e il calore del sole sulla pelle. Gli scenari cambiavano rapidamente, lasciandomi letteralmente a bocca aperta. Mi sentivo profondamente connessa con il creato e percepivo le mie vibrazioni più alte. Ho avuto momenti di commozione per la profonda felicità di essere parte di tutto questo, con la consapevolezza che ciascuno di noi è nulla di fronte a tanta maestosità.

Incontrare persone splendide come Ricardo e Silvie, con il loro carisma, passione, devozione e rispetto per la terra e i suoi frutti, è stato un privilegio. Dovremmo tutti prendere esempio da loro!

Il nostro viaggio prosegue…

Dopo un giorno di pausa, siamo partiti per visitare le comunità andino-indigene, originarie e creole del Chaco Salteño, dove Funima ha realizzato e completato strutture idriche, e dove continua a operare per valutare la loro idoneità ai progetti di emergenza acqua.

Le condizioni meteorologiche erano ottime, con giorni di bel tempo, ma la temperatura di 45°C metteva a dura prova il nostro equilibrio psico-fisico! Ogni volta che arrivavamo in una comunità, mi sentivo profondamente inadeguata. Devo ringraziare dal profondo del cuore Victor, il nostro capogruppo e ingegnere di Funima, che mi ha dato forza, sicurezza e coraggio per vivere in modo spensierato la vita delle comunità stesse. È davvero un grande uomo, meritevole di grande stima!

Mi sono così lasciata coinvolgere che, giocando con i bambini, ho dato una “zuccata” a una pentola tutta nera di fuliggine appesa al tronco di un portico! Tutte le mani sporche di nero! L’eco della botta ha risuonato per tutto il villaggio e siamo scoppiati tutti a ridere. Che figura! A un certo punto ho perso il senso del tempo e del chiacchiericcio degli altri, rischiando di essere lasciata lì.

Tornando seri…

Appurata l’estrema, reale e tangibile povertà e difficoltà di vita di queste comunità, mi hanno lasciato molteplici sensazioni ed emozioni. Ogni comunità aveva le sue peculiarità: rispetto, dignità, caparbietà, discrezione, diffidenza, l’arte di arrangiarsi e rendersi pragmatici, la conoscenza della natura, delle stelle, del creato, la spiritualità, il riscatto sociale, l’arte e la musica, l’importanza dell’educazione personale e scolastica, l’ospitalità. Ma la cosa che rimarrà sempre scolpita nel mio cuore è vedere negli occhi di tutti quei bambini la speranza di un futuro migliore e la gioia immensa nei loro sorrisi e risate, che risuonano ancora vivide nella mia mente.

Conclusioni

È stato un viaggio molto duro, che ti mette seriamente alla prova con te stesso e con gli altri, ma che allo stesso tempo ti dà una carica e un’energia irripetibili. Voglio ringraziare Giovanni Bongiovanni, il presidente di Funima, per avermi dato l’opportunità di fare questo meraviglioso viaggio e toccare con mano la concretezza dei progetti dell’associazione; Sonia De Marco per la sua forza e pazienza; e, non ultimi, i miei compagni di viaggio, cameraman e fotografi compresi, tutti sensazionali, unici, inimitabili!

Mi ha stupito il fatto che alcuni di noi si conoscevano appena, altri per nulla, e non parlavamo tutti la stessa lingua. Eppure, si è creata una sinergia e un afflato incredibili! Vi voglio bene, compañeros y amigos.

Un grande abbraccio, Federica.