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FUNIMA International

Buona lettura!

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Diario di viaggio di Gaetano Pedullà – II° parte

12 Giu 2024

Continua il nostro viaggio di missione, tenutosi a marzo, attraverso la penna del nostro amico e volontario Gaetano Pedullà.
Una testimonianza molto importante che rivela la bellezza, gli scogli e difficoltà che ogni giorno viviamo sul campo.
Questa è la seconda parte.
Per leggere la prima 👉🏼 clicca qui
Nei prossimi giorni vi stupiremo con la 3º e 4º parte.
Buona lettura!

 

Secondo giorno di viaggio

Il secondo giorno era in programma di visitare diverse comunità sempre nella zona di Santa Victoria Este, tuttavia le gravi condizioni della strada sterrata ci hanno impedito di raggiungere due comunità: “El Pelicano” e “Nueva Magdalena”. A Santa Victoria Este le vie sono tutte argillose e questo complica moltissimo gli spostamenti nel periodo delle piogge perché l’acqua sfalda facilmente il terreno argilloso e diventa impossibile transitare anche con veicoli 4×4; tutto ciò impedisce i rifornimenti d’acqua e cibo, le adeguate cure sanitarie per cui capita che per molto tempo una comunità rimanga isolata senza poter ricevere aiuti a volte indispensabili alla sopravvivenza.

Verso l’ora di pranzo ci siamo spostati nel centro abitato di Santa Victoria Este dove si è verificato un altro imprevisto. Diversi individui appartenenti ad una o due comunità aborigene si sono avvicinati al nostro gruppo nel tentativo di estorcere immediatamente sia un sostegno in denaro che la visita alla loro comunità, con comportamento arrogante, al limite della intimidazione. Uno dei tre individui tempo addietro aveva impedito a Victor, arrivato a Santa Victoria Este dopo 7 lunghe ore di viaggio, di effettuare una consegna urgente di materiale presso una comunità in forte difficoltà; all’epoca era in corso una manifestazione contro il governo, ovvero l’interruzione forzata della viabilità sulla strada principale (“picchetto”), e dopo aver saputo il motivo del viaggio di Victor, il Cacique non ha cambiato idea e senza esitazione lo ha lasciato attendere altre tre ore al caldo cocente in mezzo a una strada sterrata.
Inoltre la comunità di appartenenza del Cacique ha già ricevuto dallo Stato diverse opere importanti ed è nota per l’atteggiamento non cooperativo. Victor è stato delicato e fermo allo stesso tempo, ha gestito molto bene la situazione evitando false promesse. I 3 individui che inizialmente lo incalzavano avvicinandosi in modo sempre più minaccioso, piano piano si sono calmati, forse hanno compreso che non avrebbero ottenuto nulla con quel tipo di atteggiamento e alla fine se ne sono andati.

Nella zona di Santa Victoria Este si lotta per la sopravvivenza e in queste condizioni gli individui sono disposti a tutto pur di mantenere in vita la propria famiglia. Le invasioni subite nel corso dei secoli, incluso il recente processo di modernizzazione o neo-colonialismo, hanno determinato in alcuni individui e in alcune comunità aborigene un atteggiamento vittimistico, cinico e opportunista che si alimenta di sentimenti profondi come rabbia, sofferenza e sfiducia verso l’uomo bianco e la vita stessa poiché a loro è stato portato via tutto; di conseguenza vi è la pretesa che la soluzione alle loro problematiche venga unicamente dall’esterno, in altri casi alcune comunità che hanno ricevuto beni condividono con altre comunità solo se ne hanno un ritorno personale oppure non condividono affatto.

Quando mancano cibo e acqua l’essere umano può dare il meglio o il peggio di se stesso e capita anche che alcune comunità più fortunate vengano depredate da chi non ha più nulla da perdere. In Santa Victoria Este persiste una crisi umanitaria ma fortunatamente ci sono moltissime persone di buona volontà fra gli indigeni e diverse comunità etiche e desiderose di crescere proprio come quelle che abbiamo visitato insieme a Victor.

Nel pomeriggio abbiamo visitato la comunità “Cruce Nuevo che 6 anni fa, a causa di una grave alluvione, si è trasferita in questo luogo e, fortunatamente, nella comunità di fronte, dall’altra parte della strada, è stata realizzata dal governo un’importante opera idrica. Così FUNIMA, con il pieno accordo fra le due comunità, ha realizzato una rete di distribuzione idrica che preleva parte dell’acqua dalla comunità di fronte per poi veicolarla sino alle cisterne costruite per ogni abitazione di “Cruce Nuevo”. Purtroppo nell’ultimo periodo la comunità di fronte ha iniziato improvvisamente a diminuire il flusso d’acqua e, successivamente, lo ha interrotto del tutto quando il Cacique Ruperto di “Cruce Nuevo” ha rifiutato di cooperare a un “picchetto”, ovvero all’interruzione forzata della viabilità sulla strada attigua, che la comunità limitrofa stava portando avanti in segno di protesta; una delle pompe idriche comunitarie si era rotta da tempo e, pur avendolo comunicato alle autorità competenti, non avevano ricevuto alcun tipo di risposta. Anche se è giusto manifestare il dissenso verso l’oblio e l’abbandono del governo è altresì importante farlo in modo etico, senza andare a ledere gruppi o persone che non hanno alcuna responsabilità in merito; il picchetto rappresenta una forma grossolana di protesta e finisce per penalizzare gli operatori socio-sanitari, le Onlus che transitano sovente le strade sterrate di Santa Victoria Este cercando di portare aiuto e sostegno proprio alle comunità.

L’esempio di protesta intelligente e costruttiva è quello della succitata comunità “Pomis Jiwet” che ha avviato azioni legali, ha scritto dei libri, ha prodotto un album musicale, partecipa tramite Fidelina a trasmissioni radio e eventi nel territorio a tutela dei diritti di tutte le comunità. Dunque non biasimo il Cacique Ruperto per la sua scelta di non supportare un “picchetto”, anche se potrebbe esserci dell’altro che noi non sappiamo e per questo è opportuno mantenere un atteggiamento prudente come ho avuto modo di osservare in Victor nel gestire l’imbarazzante situazione. In seguito all’interruzione del flusso idrico parte dell’impianto realizzato da FUNIMA è stato smantellato, purtroppo alcuni serbatoi d’acqua sono rimasti scoperti ed esposti a qualsiasi tipo di contaminazione.

L’acqua contaminata determina disturbi o, peggio, infezioni che possono minare la salute della comunità, soprattutto dei bambini. Secondo la Croce Rossa, che, di recente, ha condotto diverse indagini sanitarie a Santa Victoria Este, non solo il 94% della popolazione non ha accesso all’acqua, ma una buona parte del restante 6% fa uso di acqua contaminata. Attualmente ogni lunedi viene un camion cisterna della parrocchia per riempire tutte le cisterne a “Cruz Nuevo”, ma ciò non soddisfa il fabbisogno idrico delle famiglie più numerose che, purtroppo, rimangono senza acqua per alcuni giorni. Inoltre, quando piove molto il camion cisterna non può venire a causa delle pessime condizioni della strada e la situazione peggiora notevolmente causando malattie e fragilità specie nei bambini.

FUNIMA ha più volte cercato di coinvolgere il governo e in particolare l’organismo INAI (Instituto Nacional de Asuntos Indígenas) affinché sollecitasse la comunità di fronte a condividere nuovamente l’acqua ma al momento non è ancora cambiato nulla, forse ci sono altre ragioni a noi ignote o magari occorre solo pazientare. Il mio augurio è che la frattura fra le due comunità si ricomponga quanto prima e che l’acqua venga nuovamente condivisa perché senza acqua non si vive. Secondo il Segretario Robin i bambini della comunità parlano la lingua madre Wichi ma fanno fatica nell’apprendimento dello spagnolo. Da poco più di due anni la Provincia ha costruito una nuova scuola rurale multigrado, “La Curvita”, che si trova a soli 500 metri dalla comunità, la vicinanza agevola notevolmente il processo formativo dei giovani. Le lezioni sono però svolte unicamente in lingua spagnola e i bambini fino al terzo anno hanno difficoltà di comprensione della lingua perdendo i contenuti delle lezioni , sarebbe quindi importante un percorso di studi bilingue che aiuti i giovani a preservare la propria cultura e a conoscere lo spagnolo per interfacciarsi al mondo moderno. Come già detto, nella progettazione curricolare della scuola argentina non sono incorporate le lingue indigene e tantomeno è riconosciuta la figura professionale del maestro bilingue, nel migliore dei casi si parla di traduzione dallo spagnolo all’aborigeno (in questo caso la lingua Wichi).

Il Segretario Robin sta portando avanti diverse iniziative per la preservazione della cultura Wichi nel circuito scolastico ufficiale. Anche la comunità “Cruce Nuevo” è molto operosa e, nonostante la mancanza di acqua, pratica l’agricoltura producendo anguria, melone, zucca, mais e altro, inoltre si auto-produce mattoni con cui ha costruito le proprie abitazioni. Dal punto di vista dell’assistenza sanitaria Ruperto ha chiesto sostegno nella creazione di un piccolo centro di salute dove avrebbe inserito infermieri di sua conoscenza e Victor ha subito ipotizzato una soluzione che risolverebbe due problemi allo stesso tempo: una struttura di raccolta dell’acqua piovana chiusa da muri laterali e dotata di serramenti non solo risolverebbe la mancanza di acqua nel periodo delle piogge ma sarebbe utilizzabile anche come centro di salute, centro educativo, centro culturale e molto altro ancora.

Questo è un esempio tipico di come nascono le “idee grezze” che poi necessitano di ulteriori vagli e considerazioni prima di diventare dei veri progetti da realizzare, tutto ciò è possibile solo se si pratica un accompagnamento costante delle comunità, proprio come sta facendo FUNIMA in diversi municipi della Provincia di Salta. A volte le “idee grezze” vengono scartate perché non è possibile realizzare il progetto o perché ci sono dei dubbi sulla loro reale utilità o perché l’atteggiamento della comunità è inadeguato.

Per aiutare veramente una comunità è necessario effettuare tanti tipi di valutazione e a volte l’impressione iniziale non è quella corretta, per cui è necessario imparare a muoversi con prudenza senza illudere i Cacique con false promesse. In ogni comunità visitata Victor è stato esempio costante di questo modo di procedere che, fra l’altro, condivido a pieno per averne fatto esperienza diretta già da molti anni in altri ambiti. Dialogando proprio su questo tema Victor ci ha spiegato quali sono i criteri che Funima International adotta per decidere se sostenere una comunità:


• La comunità deve mostrare concretamente la voglia di crescere e di lottare per la propria autonomia. Questo evita derive assistenzialistiche che creano solo dipendenza e ulteriori ingiustizie.
• La comunità, inoltre, deve essere disposta a lavorare in rete con tutte le altre comunità condividendo gratuitamente le strutture idriche con le comunità limitrofe meno fortunate.

Questo modo di scegliere le comunità da sostenere, a mio avviso, è equilibrato e in grado di rendere veramente autonome le comunità selezionate e indirettamente educa tutte le altre comunità, specie quelle scartate, perché fornisce un esempio di atteggiamento costruttivo e meritevole di aiuto.

 

To be continued…